Post

Where miracles happen

Immagine
La "prima" di una squadra italiana nei play off del Pro14 è un traguardo storico per il rugby italiano, ma l'impegno che dovranno affrontare sabato pomeriggio i leoni del Benetton Treviso non è certo dei più agevoli,   sia per il livello dell'avversario che per il peso specifico del fattore campo rappresentato dal Thomond Park, perchè qui, come recita il titolo di un libro, è dove accadono i miracoli. E' su questo terreno vicino alle rive dello Shannon che  mattone dopo mattone  il Munster costruisce  i suoi successi , un porto sicuro da dove far partire le  scorribande  ovali per tutta l'Europa un po' come facevano i vichinghi, che fondarono Limerick e ne fecero la base per le loro scorrerie . Sin dall'apertura dei suoi cancelli nel 1938 è dura per tutti venire a giocare qui, a qualsiasi livello, dal Pro14 alla Champions Cup ai  Test Match contro le grandi nazionali dell'emisfero sud.  Pensate che il Munster  in Heineken Cup  ha ma...

Dalla Calcutta Cup al Doddie Weir Trophy: tutti i trofei del 6 Nazioni

Immagine
Fuochi d'artificio e fiamme, coriandoli, champagne ed una bella coppa argentea da riempire con alcolici a piacimento. Oggi  viene celebrata così  la squadra vincitrice del Sei Nazioni, con la consegna del premio che sancisce in modo netto e tangibile la propria vittoria, senza più lasciare spazio agli arrivi a pari merito come avveniva nell'era del rugby amatoriale, ormai relegata nel cassetto dei ricordi. Oltre alla coppa consegnata ai vincitori, ogni anno ci sono altri trofei messi in palio tra le partecipanti al torneo. Scopriamo insieme quali sono. Calcutta Cup  Prima della realizzazione del Championship Trophy che segnò "de facto" l'inizio dell'era professionistica nel Torneo, per tanto tempo c'è stata lei, solo lei, la Calcutta Cup, un simbolo più che un trofeo, emblema di un tempo che fu e di un continente lontano da noi. Donata dal Calcutta Rugby Club alla Rugby Football Union, venne realizzata con le rupie d'argento rimaste nel fondo cas...

La culla del rugby internazionale

Immagine
I "match report" di quel giorno dicono che fosse una bella giornata di sole il 25 marzo 1871. Un sole che non scalda di certo  in quel periodo,  a quelle latitudini, ma che consente di rendere perfette le condizioni per una partita di rugby. La prima partita di rugby internazionale di sempre.  La prima  Scozia-Inghilterra della storia ovale. Immaginatevi la scena. 20 giocatori in maglia bianca, candida, immacolata, contro altrettanti uomini vestiti di un blu navy intenso e profondo, pronti a darsi battaglia davanti alle 4000 persone che affollavano questo campo della periferia di Edimburgo che sarà ricordato con il nome di  Raeburn Place, mutuato dalla strada che gli scorre accanto. Al termine dei 100  minuti di gioco, con gli scozzesi vittoriosi per 3-1 (a segnare l'unica meta del match fu Angus Buchanan), furono gettate le basi del rugby internazionale e di quello che sarà il futuro Home Nations Championship. Per i successivi 24 anni la nazionale ...

Dove il rugby diventa religione (sul serio)

Immagine
Se mai vi capiterà di fare un viaggio nel sud della Francia segnatevi questo nome: Larrivière Saint Savin. Dopo aver consultato Google Maps vi starete certamente chiedendo cosa ci sia di importante in questo piccolo borgo della tranquilla campagna acquitana, situato al centro di una terra dove il rugby è religione. Proprio per questi due motivi, rugby e religione, il piccolo paese merita una visita. Qui, due mondi apparentemente così diversi e distanti si toccano e si fondono in maniera perfetta tra le mura della cappella di Notre Dame du Rugby. La nascita di questo luogo di culto si deve a Michel Devert, un frate dalla doppia vocazione spirituale ed ovale, che negli anni '60 rinvenne i resti di una cappella medievale nascosta nella boscaglia alle porte del paese. Il frate decise di ristrutturarla e dedicarla alla palla ovale nel 1964, a seguito della morte di tre giocatori del Dax in un incidente stradale. Tre anni più tardi i lavori alla cappella furono ultimati e l'...

Dall'osteria al campo da rugby. E ritorno.

Immagine
Questa è la storia di una squadra nata per caso, quasi per scherzo, tra i tavoli di un'osteria di Padova dove i rugbisti della città si ritrovavano per "qualche" bicchiere dopo le partite. Siamo nel 1980 e l'idea che viene in mente ad uno degli avventori è quella di creare una squadra per sfidare formazioni nazionali ed internazionali selezionando i migliori giocatori che militano nei club veneti. L'idea rimane tale finché non si diffonde tra gli appassionati ed i rugbisti de lla città trasformandosi in realtà con la nascita del XV della Colonna, mutuando il nome dall'Osteria Antica Colonna dove erano soliti riunirsi. Durante gli anni la popolarità della selezione aumenta come il prestigio delle squadre che i patavini affrontano sul campo. Formazioni del calibro di London Welsh, Munster, Rosslyn Park, England North o addirittura i New Zealand Invitation arrivavano a Padova per disputare match intensi e combattuti, regalando momenti di grande rugb...

Lo stadio più vecchio del mondo

Immagine
Il Lansdowne Road era forse lo stadio con più fascino al mondo.  Era vecchio, d'accordo, scomodo quanto volete, con i posti in piedi nelle curve e la tribuna ovest che tremava ogni volta che il treno vi passava sotto, ma l'atmosfera che si respirava al suo interno non aveva eguali. Le due casette a graticcio costruite ai lati della tribuna d'onore, "club houses" del Lansdowne RFC e del Wanderers RFC, lo rendevano ancora più particolare, mentre all'esterno delle tribune potevate ascoltare musica irlandese dal vivo ingannando l'attesa della fila per una pinta di birra. Sul suo terreno di gioco furono disputate partite di rugby sin dalla fondazione nel lontano 1872, facendo del Lansdowne Road probabilmente il più antico campo (e poi stadio) da rugby del mondo. Con il passare degli anni anche la federcalcio irlandese decise di far giocare la nazionale tra le sue mura, consacrando lo stadio come la casa degli sport inglesi, rigorosamente divisi da qu...

The Scrummery

Immagine
Inizio questa avventura narrativa parlandovi dell'ultima scoperta (in ordine cronologico) fatta qualche settimana fa, quando mi sono recato a Twickenham per assistere ad un "classico" del nostro sport, la partita tra Barbarians e All Blacks per celebrare il 125° compleanno dei "tuttineri". Assistere a questo match dal vivo, nel Tempio del rugby, credo che sia il massimo, superato soltanto dall'essere in campo a rappresentare una delle due squadre... Tornando verso la stazione al termine del match, la mia attenzione viene catturata da una maglia azzurra che fa capolino dalla vetrina di un bar ed entrando per ammirarla scopro con mio grande stupore che si trova in ottima compagnia. Infatti sopra le teste dei numerosi sono appese una ventina di maglie autografate, appartenenti a club e nazionali di tutto il mondo, tutte donate alla prorietaria del locale, gentilissima nel concedermi la possibilità di fare delle foto nonostante il locale fosse al completo. Pot...